|
L’aspetto di Caminata, oltre al toponimo, rivela le sue origini di
borgo fortificato,
vedetta sul Tidone in una terra di confine e di passaggio.
Da
nord si accedeva al villaggio tramite la strada di Pieve Stadera e
Torre Gandini
(Via della Torre), uscendone a sud attraverso il tragitto verso il
Tidone (Via del Tidone).
Altre
due porte si aprivano ad est (conducendo lungo l’attuale Via
Vittorio Emanuele II)
e ad ovest (Via degli Olmi).
Angusti
vicoli solcano la pianta del paese, ma il sistema difensivo più
interessante
del borgo è anche quello più nascosto agli occhi: si tratta di una
serie di camminamenti sotterranei tra le case, in
comunicazione tramite aperture negli scantinati, cortili e loggette,
che rendevano possibile la fuga verso la campagna in caso di
assedio.
Due
i principali percorsi: uno è circolare e parte ed arriva alla Casa
dei Preposti in Via dei Portici, passa in Via Vittorio Emanuele
attraverso il Municipio (ex Palazzo Cozzi) e, si snoda tra le
abitazioni per tornare in Via dei Portici, dove una viuzza consente
la fuga in campagna.
L’altro
partiva da Via degli Olmi, arrivando vicino al Tidone tramite
i passaggi tra le case.
Un
altro apparato difensivo-offensivo era costituito dalle case-torri:
due sono le caminate oggi identificabili con sicurezza,
entrambe sulla sinistra arrivando dal basso:
una è in Via Vittorio Emanuele II, l’altra è in Piazza Maggiore.
La
prima è una casa-torre dalle solide mura in pietra che reca la data
“1622” su una parete.
La
seconda è una torre accanto alla quale fu successivamente edificata
l’abitazione; nello scantinato ci sono tracce di un camminamento.
Anche qui è riportata una data: 1799.
Caminata,
inoltre, era ben dotata di magazzini, botteghe e pozzi, per far
fronte ai
momenti difficili.
Nel
periodo feudale fu eretta la chiesa all’interno del recinto
murario, per salvaguardare
i fedeli. Lo spazio era esiguo e forse furono abbattute alcune
abitazioni.
L’edificio
sacro aveva pianta rettangolare e, dalla fine del Quattrocento, fu
titolato a
San Timoteo e San Sinforiano.
Ai
primi del XIX secolo coesistevano, l’una accanto all’altra, due
chiese: quella diroccata
e quella in costruzione.
L’attuale
chiesa, dichiarata monumento nazionale, fu edificata in
Piazza Maggiore su progetto dell’architetto Pittaluga (il 1796 fu
l’anno in cui furono gettate le fondamenta).
L’arrivo
delle truppe napoleoniche intralciò la costruzione, ripresa nel
1817.
Si
tratta di una struttura neoclassica a croce greca, dotata di cupola
sormontata da lanterna.
L’altare
neoclassico proviene dalla Fabbrica del Duomo di Milano, mentre il
paliotto in arenaria dell’altare dedicato a San Giuseppe, decorato
con motivi floreali e arabeschi
che incorniciano San Giuseppe col Bambino, proviene forse,
insieme a
qualche altro pezzo, dalla chiesa più vecchia. La statua lignea che
rappresenta
la Madonna del Carmine è attribuita a Jan Geernart (XVII
secolo); interessanti anche i lavori in ferro battuto.
Nel
1856, anno in cui terminò la nuova chiesa, fu demolita quella
fatiscente.
Il
campanile del 1776 - una slanciata torre barocca con guglia
arrotondata, posta davanti alla chiesa - fu purtroppo distrutto nel
1932.
La
nuova torre campanaria fu eretta nel 1933.
Nel
1956, sotto l’area del pavimento della chiesa antica, emerse una
fossa comune
divisa in quattro scomparti.
Ricordiamo
che molto di ciò che sappiamo su Caminata, è dovuto
all’appassionato
lavoro di ricerca dell’avvocato Aldogreco Bergamaschi (1911
– 1995), che abitò nella casa-torre dei nonni materni, in Piazza
del Popolo.
Negli
anni Settanta, intorno a lui si radunò una compagnia di giovani (G.R.E.A.S.,
gruppo per le ricerche etnografiche, archeologiche e storiche,
intitolato alla memoria del prof. Emilio Nasalli Rocca) che studiò
il paese ed i suoi camminamenti, radunando e
catalogando una serie di oggetti per mantenere la memoria storica di
queste terre:
per un decennio, dalla metà degli anni ’70 alla metà degli anni
’80, gli scantinati dell’abitazione dell’avvocato furono
adibiti a museo.
Gli
eredi hanno donato il materiale al Comune, che valuterà una
riapertura del museo.
Ecco
un piccolo elenco delle pubblicazioni sul territorio. Di
Aldogreco Bergamaschi:
“Un antico borgo fortificato: Caminata Val Tidone” (1959); “La
Val Tidone dalla preistoria alla romanità” (1964); “Note
storiche sulle Caminate o Case-torri” (1975); “La Caminà”
(1983). Del Conte
Enrico Clerici - Elvi Costa: “Appunti per una storia di Moncasacco”
(2001).
|